Per l’ennesimo anno ti ritrovi a cercare l’allenamento perfetto per l’estate.
Quello che “funzioni davvero”.
Quello che magari recuperi il tempo perso.
Quello che ti faccia vedere qualcosa… in fretta.
Non serve dirlo ad alta voce, tanto il pensiero è sempre quello: “Se inizio adesso… in quanto tempo vedrò risultati?”*
E da lì parte tutto il resto.
Inizi a guardarti intorno.
A cambiare idea ogni due settimane.
A cercare qualcosa di più efficace, più intenso, più veloce.
Il problema è che non stai facendo niente di strano, stai semplicemente facendo quello che fanno tutti.
E proprio per questo, quasi sempre, finisce allo stesso modo. Perché mentre cerchi la soluzione giusta…
stai giocando il gioco sbagliato.
Allenarsi per l’estate vs allenarsi per stare bene.
Allenarsi “per l’estate” è una logica che tutti abbiamo vissuto almeno una volta, hai una data, un obiettivo visibile, e tutto quello che fai ruota attorno a quello.
La temibile prova costume, quella che crea più ansia delle udienze di quando frequentavi il liceo.
Ma...
Allenarsi per stare bene è diverso.
Non ha una scadenza precisa, ma ha una continuità, non ti chiede di arrivare velocemente, ti chiede di andare avanti.
E questo cambia completamente il modo in cui vivi l’allenamento: non è più qualcosa da “incastrare” finché serve, ma qualcosa che costruisci nel tempo.
Cosa intendiamo davvero per benessere.
Nel mondo CrossFit questa idea è stata definita in modo molto chiaro.
Il fitness è: “increase of work capacity across broad time and modal domains.” mentre la salute è: “fitness over time.”
- 👉 stare bene significa aumentare la propria capacità di fare cose
- 👉 e continuare a farlo nel tempo
In modo ancora più diretto:
- 👉 fare domani ciò che oggi non riesci a fare
- 👉 oppure fare meglio ciò che oggi fai con fatica
Sono frasi semplici, ma se le porti nella vita reale diventano ancora più immediate dove
stare bene non è un concetto astratto.
È qualcosa che puoi riconoscere molto concretamente.
È quando ti accorgi che fai cose che prima ti pesavano, con più facilità.
Quando recuperi prima, quando riesci a sostenere ritmi che qualche mese fa ti sembravano fuori portata.
In altre parole, è quando ti rendi conto che stai facendo — anche solo un po’ — più di prima.
Perché tutti vogliono accelerare (e perché non funziona).
Il problema è che questo processo non è immediato e qui nasce la difficoltà, perché viviamo in un contesto in cui siamo abituati a voler vedere tutto e subito.
E quando questo non succede, iniziamo a dubitare del percorso.
Si cambia programma.
Si cerca qualcosa di più intenso.
Si pensa di non star facendo abbastanza.
Ma nella maggior parte dei casi non è questo il punto.
Il punto è che
si sta cercando velocità… in un processo che funziona per accumulo.
Il Kaizen: migliorare senza stravolgere tutto.
“Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta."
Johann Wolfgang von Goethe
La “ricetta” del fitness, senza complicarla.
A questo punto la domanda è naturale: come si traduce tutto questo nell’allenamento?
Anche qui, il CrossFit ha sempre mantenuto un approccio estremamente diretto, riassunto nel celebre:
Fitness in 100 Words – Greg Glassman
“Eat meat and vegetables, nuts and seeds, some fruit, little starch and no sugar.
Keep intake to levels that will support exercise but not body fat.
Practice and train major lifts: deadlift, clean, squat, presses, C&J, and snatch.
Similarly master the basics of gymnastics: pull-ups, dips, rope climb, push-ups, sit-ups, presses to handstand, pirouettes, flips, splits, and holds.
Bike, run, swim, row, etc., hard and fast.
Five or six days per week mix these elements in as many combinations and patterns as creativity will allow.
Routine is the enemy. Keep workouts short and intense.
Regularly learn and play new sports.”
Se togli il linguaggio tecnico, il senso resta molto semplice: varietà, progressione, intensità, continuità.
Un esempio concreto (senza formule magiche).
Nella pratica, tutto questo si traduce in una struttura semplice, ma estremamente efficace quando viene rispettata nel tempo.
Durante una settimana potresti trovarti a lavorare sulla forza un paio di volte, avere una giornata più orientata allo sviluppo aerobico e una o due sessioni con uno stimolo metabolico più marcato. Non è una formula rigida, ma una direzione chiara: alternare stimoli diversi per costruire un fitness completo, senza sovraccaricare sempre gli stessi sistemi.
Quello che fa davvero la differenza non è il singolo allenamento “perfetto”, ma il modo in cui questi elementi si incastrano tra loro settimana dopo settimana.
È lo stesso motivo per cui saltare certi allenamenti o scegliere solo quelli “che piacciono” rallenta i progressi, come abbiamo approfondito in
“Cherry Picking nei workout: il modo più veloce per non migliorare” e in
“CrossFit, piramidi e ciliegie”.
Allo stesso modo, non si tratta di allenarsi di più, ma di allenarsi meglio, andando a colpire gli stimoli giusti nel momento giusto, un concetto che abbiamo sviluppato anche in
“Non è quante volte ti alleni. È se stai colpendo il bersaglio.”
Perché alla fine non è una questione di varietà casuale, ma di struttura. E quando la struttura c’è, i risultati iniziano ad arrivare quasi come conseguenza.
Il punto che spesso viene sottovalutato.
Forse la parte più difficile da accettare è questa: questo approccio non ha nulla di spettacolare.
Non promette risultati immediati, non ti dà la sensazione di aver trovato “la soluzione definitiva”.
MA FUNZIONA.
Perché è qualcosa che puoi sostenere nel tempo.
E tutto quello che riesci a sostenere… prima o poi ti cambia.
Quindi questa estate lo metto o no il costume?
Certo che lo metti.
Lo metti esattamente dal punto in cui sei oggi, senza aspettare di essere “pronto”. Senza rimandare.
Perché quel punto, che ti piaccia o no, è il risultato delle scelte che hai fatto fin qui.
E va bene così.
Ma se non ti soddisfa, allora cambia la domanda.
Non più: “cosa posso fare entro il 21 giugno?”, ma: “cosa voglio costruire da qui in avanti?”
Quando smetti di rincorrere una scadenza inizi a dare valore al percorso,
accetti che migliorare richiede tempo, ma inizi comunque, capisci che non devi fare tutto subito, ma devi continuare abbastanza a lungo da vedere succedere qualcosa.
Maggio è alle porte, sì.
Ma non è una linea d’arrivo.
È solo un punto da cui partire meglio di prima.
Senza fretta, ma senza fermarti.