RPE — Allenarti in modo intelligente dentro la tua vita
Quando l’allenamento smette di essere solo numeri.
Mi sono allenato per anni con un unico obiettivo: migliorare le mie alzate.
Snatch, Clean & Jerk, ogni giorno con carichi precisi, percentuali precise, obiettivi chiari, e indovina un po’? A volte implodevo dal nervoso.
Non perché il sistema non funzionasse.
Ma perché non sempre riuscivo a stare dentro quei numeri, e quando succedeva, perdevo completamente il controllo.
Inseguivo percentuali: 70, 80, 85% e via dicendo...
Pulite, ordinate, quasi rassicuranti. E allo stesso tempo, dannatamente esigenti.
Quel sistema sulla carta funziona. Funziona davvero.
I protocolli esistono proprio perché sono solidi, costruiti su basi concrete e testate.
Il punto è che nascono in un contesto molto specifico: quello di chi può permettersi di organizzare la propria vita intorno all’allenamento.
La realtà: entri in classe e cambia tutto.
Poi però entri in una classe.
E trovi persone che arrivano dopo una giornata lunga, magari stressante.
Qualcuno ha dormito poco, qualcuno ha la testa altrove, qualcuno semplicemente non è nella sua giornata migliore.
E quel famoso 80%… non è più così oggettivo.
Lo stesso carico che ieri si muoveva bene, oggi diventa pesante.
Non perché sei diventato più debole,
ma perché sei umano.
Ed è qui che un sistema basato solo sulle percentuali inizia a mostrare il suo limite.
Non è sbagliato. È semplicemente incompleto. O, più precisamente, è applicato nel contesto sbagliato.
Ricordo ancora alcune sessioni in cui lanciavo il bilanciere a terra e me ne andavo senza neanche scaricarlo.
Ero completamente fuori controllo, perché stavo cercando di far combaciare
numeri perfetti con giornate che perfette non erano.
Cos’è davvero l’RPE (e perché cambia tutto).
È da lì che ho iniziato a studiare un approccio diverso: l’RPE, non come alternativa più semplice, ma come strumento più aderente alla realtà.
RPE significa
Rate of Perceived Exertion.
Tradotto in modo concreto:
quanto è stato difficile, davvero, quello che hai appena fatto.
Non in teoria. Non sulla carta.
Nel tuo corpo, oggi.
Nel tempo questo concetto è stato reso più accessibile attraverso
una scala da 0 a 10.
Dove 0 rappresenta nessuno sforzo e 10 il massimo che puoi esprimere, ma al di là della scala, il punto è un altro.
Allenarsi a RPE significa imparare a leggere quello che stai facendo mentre lo stai facendo.
Significa riconoscere che ci sono giorni in cui puoi spingere di più e giorni in cui spingere allo stesso modo non ha senso.
“Andare all’Ikea la domenica pomeriggio è un 9 pieno"

Dal controllo dei numeri al controllo del processo.
È qui che succede qualcosa di interessante.
Quando smetti di inseguire un numero fisso, inizi ad allenarti meglio.
Non meno. Meglio.
E smetti anche di cadere in dinamiche che probabilmente conosci bene.
Quelle in cui, invece di seguire il lavoro previsto, inizi a caricare sempre di più, alla ricerca del massimale del giorno.
Le classiche “CWS - Crazy Wild Singles”.
Risultato? Arrivi scarico prima ancora di iniziare davvero a lavorare.
E alla fine della sessione non hai costruito niente.
L’RPE ti riporta dentro il processo.
Ti permette di riconoscere che un carico che sulla carta dovrebbe essere giusto può diventare eccessivo in una giornata no e allo stesso tempo, un carico più leggero può trasformarsi in un lavoro estremamente efficace se gestito con il giusto livello di intensità.
Allenarsi con continuità è ciò che fa davvero la differenza.
Questo cambia completamente il modo in cui vivi l’allenamento, non stai più cercando di dimostrare qualcosa, stai costruendo qualcosa.
E questo ha un impatto enorme nel tempo.
Perché la vera differenza non è quanto sei forte oggi, ma quanto riesci ad allenarti bene settimana dopo settimana.
Negli anni, il concetto stesso di performance si è evoluto: non si tratta più solo di creare atleti* forti, ma di creare atleti forti e longevi cioè che riescano a rimanerlo nel tempo.
Allenarsi diventa qualcosa che si integra nella vita, non qualcosa che la sovrasta.
* atleta nella definizione della CrossFit Level 1 Training Guide: "è una persona allenata o dotata di abilità per eseguire esercizi, sport o giochi che richiedono forza, agilità o resistenza, con una particolare enfasi sulla competenza fisica generale e la capacità di adattarsi a stimoli diversi"
Perché l’RPE è il punto di incontro tra allenamento e quotidianità.
Un approccio basato sull’RPE permette esattamente questo.
Ti consente di adattare il lavoro senza perdere qualità, di gestire meglio lo stress fisico e mentale e di costruire un percorso che puoi sostenere nel tempo.
Non si tratta di abbassare il livello.
Si tratta di alzarlo nel modo giusto. È un cambio di prospettiva: non cerchi più la giornata perfetta per allenarti bene.
Ti alleni al meglio anche dentro una giornata imperfetta.

Cosa succede quando questo approccio viene applicato davvero.
A CrossFit Farnese questo non è un concetto teorico.
L’RPE è stato integrato nel nostro metodo da oltre due anni, diventando una parte concreta del modo in cui programmiamo e guidiamo le persone in allenamento. I risultati si vedono.
Non solo in termini di performance, ma nella continuità, nella qualità del lavoro e nella capacità delle persone di allenarsi con costanza nel tempo.
Se vuoi un esempio concreto di cosa significa questo nella pratica, puoi leggere qui: Una tonnellata di Progressi
Allenarsi quando la giornata è quella che è
“Se accetto pienamente il mio stato, troverò la pace. Non mi lamento del fatto che dovrei essere più santo, più bello, più puro rispetto a quello che sono ora. Quando sono bianco, sono bianco, quando sono nero, sono nero, punto e basta. Questo atteggiamento non impedisce che continui a lavorare su di me per poter diventare uno strumento migliore; l’accettazione di sé non limita le aspirazioni, al contrario, le nutre. Perché ogni miglioramento partirà sempre da ciò che si è realmente."
Alejandro Jodorowsky
Allenarsi meglio non significa inseguire la perfezione.
Significa fare la cosa giusta, nel momento giusto, con quello che hai a disposizione quel giorno.
E molto spesso, quel giorno non è perfetto.
È semplicemente reale.
Ed è esattamente lì che l’RPE fa la differenza.












