La punta dell'Iceberg, i 10 secondi e il CrossFit
Effetto iceberg nell’allenamento.
perché le basi fanno la differenza.
C’è una metafora che funziona sempre: quella dell’iceberg, ciò che emerge dall’acqua è solo una piccola parte.
La massa più grande, quella che sostiene tutto, resta sotto la superficie e nell’allenamento succede esattamente la stessa cosa.
Apri i social e vedi il PR, vedi il movimento complesso ed il risultato finale.
Ma non vedi:
- le ripetizioni lente
- gli esercizi “semplici”
- il lavoro tecnico
- gli errori corretti uno alla volta
Siamo affamati di risultati di vette sempre più alte, ma sempre meno al percorso.
Tempo fa, (tanto?) ho visto un film molto interessante: Peaceful Warrior e di quel film ricordo la frase: "Il viaggio è quello che ci porta la felicità, non la destinazione." Sostanzialmente un invito alla visione d'insieme, non solo al risultato all'ultima piccolissima parte.
ti lascio il link al trailer: https://youtu.be/gegNMYvY_yg?si=SKgGOnksRVySSry9
Il problema dell’allenamento “instagrammabile”.
Oggi siamo abituati a consumare solo ciò che si vede.
Il gesto veloce - Il carico alto - Il movimento avanzato.
Tutto ciò che è immediato, condivisibile, impressionante.
Il problema è che quella parte esiste solo perché sotto ce n’è un’altra molto più grande che non si vede.
Il lavoro che non si vede (ma fa la differenza)
Se vuoi correre come un velocista, non inizi correndo forte.
Lavori sugli appoggi.
Sulla falcata.
Sulla partenza.
Ripeti gli stessi dettagli centinaia, migliaia di volte.
“Mi sono allenato una vita per correre 10 secondi.”
Quei 10 secondi sono la punta dell’iceberg.
Tutto il resto è ciò che li rende possibili.
Le basi: la parte nascosta che sostiene tutto.
Nel fitness succede la stessa cosa.
Un Air Squat fatto bene, controllato, stabile, è molto meno spettacolare di un Back Squat pesante, ma è quello che rende quel Back Squat possibile.
Uno Strict Pull-up solido non è impressionante come una serie veloce in kipping o ancora meglio in butterfly, ma è ciò che rende quel movimento efficace.
Un Push-up fatto bene non è “instagrammabile”, ma sono la base su cui costruisci tutte le tue spinte.

Perché saltare le basi rallenta i progressi.
Quando lavori solo sulla parte visibile, succede una cosa semplice: migliori l’apparenza, ma non la struttura.
Nel breve periodo può sembrare che funzioni, nel lungo periodo emergono limiti, compensazioni, blocchi. Perché manca quello che non si vede.
Torniamo all'icerberg, adesso guarda la piramide del CrossFit... ti dovrebbe suonare qualche campanello, vedi il Fran a 1:58", ma non vedi le serie in EMOM di thruster per stabilire il miglior set unbroken sotto stress, le serie pesanti per migliorare il massimale e spostare il carico di lavoro da submassimale a un peso gestibile in ambiente aerobico di Speed Strenght.
Ti sfugge il quadro d'insieme amico.

Allenarsi meglio significa lavorare sotto la superficie.
Il lavoro che fa la differenza è spesso quello meno interessante da guardare. È fatto di:
- ripetizioni controllate
- progressioni semplici
- attenzione ai dettagli
Non è veloce, ne spettacolare, ma è quello che regge tutto il resto.
Allenarsi bene significa accettare una cosa semplice: la parte più importante del lavoro non è quella che si vede. È quella che costruisci sotto, giorno dopo giorno e quando quella parte è solida, anche ciò che emerge cambia completamente.













