Qual è la cosa più importante dell’allenamento?
la scala del processo e il ruolo del coach
Qual è la cosa più importante quando ti alleni?
- La sicurezza?
- La performance?
- Il divertimento?
Se ci pensi bene, ognuna di queste risposte è corretta. E allo stesso tempo, presa da sola, è incompleta.
Perché l’allenamento non dovrebbe costringerti a scegliere tra stare bene, migliorare e divertirti. Dovrebbe offrirti tutte e tre le cose, nel giusto ordine e nella giusta proporzione.
Ed è esattamente questo il lavoro di un buon coach.
Molti pensano che il coach sia semplicemente la persona che spiega gli esercizi, conta le ripetizioni e urla qualche incoraggiamento nel momento giusto. In realtà, il suo ruolo è molto più profondo. Un coach osserva, valuta, stabilisce priorità e prende decisioni in tempo reale per permetterti di allenarti in modo efficace, coinvolgente e soprattutto sostenibile.
In altre parole, il coach ha la responsabilità di trovare l’equilibrio perfetto tra sicurezza, performance e divertimento.
Se mettiamo il divertimento al primo posto.
Allenarsi deve essere piacevole. Deve coinvolgerti, stimolarti e lasciarti con la voglia di tornare in palestra il giorno successivo.
Il problema nasce quando il divertimento diventa l’unico criterio con cui scegliamo cosa fare.
Se l’obiettivo è soltanto “far passare una bella ora”, rischiamo di evitare tutto ciò che richiede concentrazione, tecnica e progressione. Restiamo nella nostra zona di comfort e smettiamo di costruire nuove capacità.
Ci sentiamo bene, ma non miglioriamo davvero.
Se puntiamo solo alla performance.
All’estremo opposto troviamo la performance.
Aumentare i carichi, andare più veloci, completare più lavoro in meno tempo è una parte importante dell’allenamento. Migliorare è ciò che dà senso al processo.
Ma se la performance diventa l’unico obiettivo, è facile perdere di vista il quadro generale.
Si forza troppo presto. Si accelera senza controllo. Si rincorrono numeri che il corpo non è ancora pronto a sostenere.
E quando questo accade, il rischio di infortunio aumenta e il percorso diventa difficile da mantenere nel tempo.
Se ci dedicassimo solo alla sicurezza?
Potremmo allora pensare di concentrarci esclusivamente sulla sicurezza.
Nessun rischio, nessuna sfida, nessuna pressione.
Sarebbe certamente prudente, ma anche terribilmente noioso.
Per migliorare bisogna uscire gradualmente dalla propria zona di comfort, affrontare difficoltà nuove e imparare a gestire un livello crescente di complessità.
Allenarsi in totale sicurezza non significa evitare ogni sfida. Significa affrontare sfide adeguate al proprio livello.

Qual'è La risposta giusta?
A questo punto la domanda diventa inevitabile: cosa dobbiamo scegliere?
La risposta è semplice: "Vogliamo tutto."
“Piace a tutti la bella vita... ma un vero rocknrolla vuole tutto.”
- RocknRolla 2008 Guy Ritchie -
E anche dall’allenamento dovremmo pretendere tutto.
Vogliamo sessioni coinvolgenti e divertenti, migliorare le nostre prestazioni, sentirci sicuri e protetti, essere messi alla prova, ma in modo intelligente.
E vogliamo uscire dalla palestra stanchi e soddisfatti, non distrutti.
Ma soprattutto dovremmo volere tornare a casa con più energia per vivere meglio fuori dal box e con la certezza di poter tornare ad allenarci con entusiasmo anche il giorno dopo.
C@Z2ç!
“Il miglior allenamento è quello che ti rende più forte oggi e ti permette di tornare a migliorare anche domani.”
Il compito del coach: mettere ogni cosa al posto giusto.
Ed è qui che entra in gioco il vero valore di un coach, si perchè un buon coach sa che sicurezza, performance e divertimento non sono in competizione tra loro. Sono elementi complementari che devono convivere in equilibrio.
Per questo, quando osserva un atleta (e nel linguaggio di CrossFit atleta è chiunque si alleni per migliorare la propria vita) il coach applica un preciso ordine di priorità:
- Sicurezza
- Performance
- Fun
Il divertimento è importante.
La performance è fondamentale.
Ma nulla viene prima della sicurezza.
La regola numero uno è semplice:
Do No Harm.
Prima di tutto, non arrecare danno.
Il coach’s eye: vedere ciò che tu non vedi.
Questa capacità di osservazione viene spesso definita coach’s eye.
È l’occhio esperto che riconosce immediatamente quali aspetti del movimento richiedono attenzione e quali possono essere migliorati in un secondo momento.
Un buon coach non corregge tutto insieme, sarebbe inutile e controproducente.
Applica un vero e proprio triage del movimento, si esattamente come quello che fanno i medici, ed il paziente oggi è il tuo air squat.
Prima elimina ciò che potrebbe compromettere la sicurezza.
Poi interviene su ciò che limita la performance.
Infine, preserva quell’elemento di sfida e coinvolgimento che rende l’allenamento stimolante.
Vuole vederti con una schiena dritta ed il peso sui talloni, prima di farti acellerare e farne due o tre in più.
Banale? Forse si, ma non scontato.
Mechanics, Consistency, Intensity.
Questo stesso principio si riflette nel modo in cui insegniamo i movimenti.
Prima vengono le mechanics: imparare a eseguire il gesto in modo corretto e sicuro.
Poi la consistency: fare in modo che la prima ripetizione sia identica alla quinta, alla decima e a tutte le successive.
Solo allora arriva l’intensity: più carico, più velocità, più volume.
In altre parole, non acceleriamo finché non abbiamo il pieno controllo.

Allenarsi bene significa essere guidati bene.
Quando hai un buon coach, non stai semplicemente seguendo un programma.
Stai affrontando sfide costruite su misura per te.
Sfide abbastanza impegnative da farti crescere, abbastanza divertenti da farti tornare e abbastanza sicure da permetterti di vivere al meglio anche tutto ciò che accade fuori dalla palestra.
Perché l’allenamento migliore non è quello che ti lascia a terra.
È quello che ti rende più forte, più capace e più pronto ad affrontare la vita, oggi, domani e negli anni a venire.












