September Dreaming
Quando i buoni propositi rimangono tali.
Settembre ha una strana capacità: riesce a farci credere che tutto possa ricominciare da capo.
Nuovo mese. Nuova stagione. Nuova agenda. Nuovi obiettivi.
E soprattutto, nuovi buoni propositi... YEAH!
- "Da settembre mi alleno con costanza."
- "Da settembre mangio meglio."
- "Da settembre torno in forma."
- "Questa volta faccio sul serio."
Probabilmente lo pensi davvero, il problema è che pensarlo non basta, perché tra un buon proposito e qualcosa che cambia davvero nella tua vita c'è una differenza molto semplice. Un sogno non ha bisogno di prove.
Un progetto sì.
Un sogno è gratis, un progetto no.
Puoi immaginare di correre una maratona, sollevare 100 kg, fare il tuo primo pull-up o semplicemente sentirti più forte ed energico.
Finché rimane nella tua testa, tutto è possibile.
Ed è anche molto bello.
Il problema arriva quando quel sogno deve confrontarsi con una settimana vera.
Il lavoro che si allunga. La cena improvvisata. La stanchezza. Il weekend. Una giornata storta. Quel martedì in cui proprio non hai voglia di allenarti.
È qui che molti buoni propositi iniziano lentamente a perdere pezzi.
Non perché l'obiettivo fosse sbagliato.
Ma perché non avevamo progettato il percorso per arrivarci.
Un progetto ha bisogno di qualcosa di molto meno romantico del sogno, ma molto più utile: segni di avanzamento.
Devi poter guardare indietro e dire: "Non sono ancora arrivato. Ma sono più avanti di dove ero."
È questa la differenza.
Il sogno ti mostra una destinazione, mentre il progetto ti permette di capire se ti stai muovendo nella direzione giusta.

E quindi, come si trasforma un buon proposito in un progetto?
Non serve rivoluzionare la tua vita, anzi, spesso è proprio questo l'errore.
A settembre ci raccontiamo che da domani saremo persone completamente diverse: cinque allenamenti alla settimana, dieta perfetta, zero alcol, sveglia alle 6, otto ore di sonno e magari anche un nuovo hobby.
Per una settimana sembra possibile. Poi arriva la vita reale.
Molto meglio partire da qualcosa di più semplice: costruire un sistema che possa funzionare anche quando l'entusiasmo iniziale sarà finito.
Ecco da dove puoi cominciare:
🥇 Smetti di misurare solo il risultato finale
"Voglio tornare in forma" è un obiettivo.
Ma non ti dice se stai andando nella direzione giusta.
Se vuoi migliorare il tuo fitness, scegli anche qualcosa che possa raccontarti come ti stai comportando lungo il percorso.
Quante volte ti sei allenato questa settimana?
Quanti degli allenamenti che avevi programmato hai effettivamente completato?
Stai dormendo meglio?
Un movimento che qualche mese fa ti sembrava difficile oggi è più naturale?
Non serve misurare tutto. Anzi, rischieresti di trasformare il tuo percorso in un foglio Excel.
Scegli un indicatore che puoi controllare e guardalo nel tempo.
Dopo quattro settimane avrai qualcosa che un semplice buon proposito non possiede:
una traccia del tuo avanzamento.
🥈 Progetta la settimana, non la persona che vorresti essere
"Da settembre mi allenerò cinque volte a settimana."
Bellissimo.
Ma prima di scriverlo sull'agenda, chiediti una cosa:
quando?
Perché è molto facile progettare la versione ideale di noi stessi.
Molto più difficile progettare la nostra settimana reale.
Lavoro. Famiglia. Impegni. Traffico. Stanchezza. Weekend. Imprevisti.
Il tuo piano di allenamento deve riuscire a stare dentro tutto questo.
Se realisticamente puoi difendere tre allenamenti a settimana, tre allenamenti fatti con continuità sono un progetto migliore di cinque allenamenti che durano dieci giorni.
Non devi dimostrare niente a nessuno.
Devi costruire una routine che riesca a sopravvivere alla tua vita.
🥉 Cerca una prova, ogni settimana
Alla fine della settimana fermati due minuti.
Non serve fare un'analisi complicata.
Chiediti semplicemente: "Cosa ho fatto questa settimana che mi avvicina alla persona che voglio diventare?"
Potrebbe essere un nuovo personal best.
Ma potrebbe anche essere aver completato tutti gli allenamenti programmati.
Aver gestito meglio un workout o aver migliorato un movimento.
Aver scelto di recuperare invece di allenarti quando eri completamente scarico.
Oppure, semplicemente, aver mantenuto una promessa che avevi fatto a te stesso.
Sono piccole cose.
Ma sono proprio quelle che trasformano un'intenzione in una direzione.
E soprattutto ti danno qualcosa che il sogno, da solo, non può darti: una prova che stai avanzando.
Sognatori, si. Ma con un piano.
A CrossFit Farnese ci piacciono i grandi obiettivi, ci piace sognare, ci piace immaginare dove possiamo arrivare prima ancora di sapere esattamente come ci arriveremo.
Ma ancora di più ci piace progettare il percorso che porta da dove sei a dove vuoi arrivare.
Perché non progettiamo soltanto allenamenti. Progettiamo persone migliori.
E una persona migliore non è necessariamente quella che solleva più peso, corre più veloce o non salta mai un allenamento.
È quella che, guardandosi indietro, riesce a vedere che qualcosa è cambiato.
Un passo, poi un altro, poi un altro ancora.
Questo settembre puoi quindi continuare a sognare in grande.
Anzi, dovresti.
Ma prova a fare una cosa in più: dai al tuo sogno un piano e al piano un modo per misurare i tuoi progressi.
Perché il sogno ti dice dove vuoi andare.
Il progetto ti fa capire che ci stai arrivando.

Your weekly dose of fitness.
Questo articolo è il primo appuntamento di una nuova serie.
Per tutto settembre parleremo di propositi, costanza, allenamento e community, non troverai ricette miracolose e nemmeno la solita motivazione da lunedì mattina.
Troverai idee, strumenti e almeno una cosa concreta da portarti via ogni settimana.
Perché siamo sognatori, sì. Ma con un piano.
E da questa settimana, ogni settimana, questa sarà la nostra Your Weekly Dose of Fitness.
Sogna pure.
Noi intanto iniziamo a progettare.












